05/06/2007

Organizzazione delle imprese commerciali

Il mio prossimo esame. Un delirio totale.

Premessa: il primo giorno di corso, un tizio grosso, con la testa piccola, perennemente commosso sotto le ascelle, ci comunica che il corso non prevede un libro di testo, in quanto tratta di un argomento che non è stato ancora uniformemente trattato da nessun'autore. Insomma un esame inutile. L'unico supporto, quindi, sarà rappresentato da una miriade di dispense prese da 100 libri diversi. Ok.

La frequenza al corso è obbligatoria, perchè a fine corso ci sarà una prova scritta a risposta multipla, che potrebbe evitarmi l'orale più assurdo che un'università potesse concepire. Quindi, si segue sempre.

Dopo 6 mesi di astrusità incredibili, spiegazioni senza un filo logico, milioni di slides non collegate tra loro, nell'ultimo giorno di corso, il mitico Dottore ci informa che non dobbiamo preoccuparci: il test finale non tratterà quello che lui ha detto al corso con frequenza obbligatoria, ma si baserà sulle dispense.

Cosa???

Cioè 6 mesi per stare dietro alle sue idiozie, per fare di quelle parole sensa senso un qualcosa di organico e studiabile, e poi a due settimane dal test ci informa che saranno quel cumulo di carta straccia le cose da imparare? Fantascienza.

A mente fredda dico che, se possibile, queste dispense sono ancora più incomprensibili di quello da lui detto. E mi chiedo, assolutamente disorientato, quali possibili domande possano essere concepite da questo enorme cumulo di cazzate.

Sono felice.

Pensavo che con Macroeconomia e l'aramaico quale lingua ufficiale di quel corso si fosse toccato il culmine. Invece trovo l'ennesima conferma che al peggio, non c'è limite.
@ 14:13 | commenti | commenti (popup) | esami, università
19/05/2007

Voglia di studiare saltami addosso

..possibilmente non nel senso letterale del termine.

Comunque ormai mi conosco. Lo so che oggi non studierò. Però in me rimane quel barlume di speranza che la mia testa alla fine possa elaborare il concetto che "se studio oggi, poi non dovrò ridurmi a massacrarmi nell'ultima settimana". Ma è un speranza che non ha fondamenti reali. So che non studierò.

Perchè ormai non ci giro neppure più attorno: il primo anno, in pomeriggi come questi, avrei preso il libro, ci avrei comunque provato, e avrei fatto almeno finta di farlo per un bel po' di tempo. Il secondo anno, dopo 10 minuti di riflessione, arrivavo alla conclusione che "massì, tanto domani faccio due capitoli in un giorno e recupero!" (non è vero).

Oggi, terzo anno, lo so e basta. Oggi non tocco il libro. Che anche se lo facessi sarebbe auto distruttivo. Ebbene sì, sono indietro. Non tantissimo, ma so di essere indietro. Come quasi sempre del resto. So altrettanto bene però che non posso farci nulla. Fa parte di quell'iter tutto personale di avvicinamento ad un esame che ognuno di noi ha. E' un'alchimia non modificabile.

E poi oggi gioca la B, che si deve seguire. C'è da dare l'addio a Billy. Insomma il calcio dura ancora un paio di settimane, e voglio godermelo. Poi nulla mi distrarrà (ad esclusione della Formula Uno, del Motomondiale, del CalcioMercato, della corsa delle tartarughe e così via..).
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