06/06/2007

Lettera al mio amore

Provo ad immaginare la mia vita senza te, e non ci riesco.

Provo ad immaginare un futuro lontano da te, e non ci riesco.

Provo ad ipotizzare come sarebbe andata se non ti avessi mai conosciuta, e non ci riesco.

E' chiaro che non ho scelta, se non quella di amarti. Ma è la scelta più bella che potessi mai fare. Forse la prima, nella mia vita, della quale non mi sono pentito nemmeno un secondo. Forse la prima, da quando esisto, che ogni giorno mi rende orgoglioso.

Io spero di essere almeno capace, per quello che posso, di farti capire ogni giorno quanto ti amo. Di farti capire che senza di te io non funziono. Di farti capire che tu per me sei "la ragione" di tutto.

E non so tu, in fondo in fondo, cosa pensi di me. Di quel ragazzo mai cresciuto che si diverte ancora con le cose più stupide. Che quando lo chiami a volte ti risponde col fiatone perchè magari sta giocando a nascondino con il fratello (e la cosa incredibile è che gli piace!). Che si perde nelle cose più stupide.

Chissà cosa pensi di quel ragazzo che per te andrebbe in capo al mondo. Che non ti lascerà mai sola al freddo. Che sarà sempre pronto a tirarti su nei momenti più brutti, e a ridere con te nei momenti più felici.

Spero di riuscire a farti comprendere tutto quello che provo. Spero di essere degno del grande amore che tu provi per me. Spero di renderti davvero felice. Perchè nella vita ci sono tante cose, più o meno importanti, ma una cosa per me fondamentale è sapere che quando io attravero i tuoi pensieri, tu sorridi. Per me è fondamentale sapere che stai bene, e che non vuoi niente di più di quello che riesco a regalarti. Perchè sappi che quello che ti dono, è sempre tutto me stesso. Per quello che posso.

Sei sempre nella mia testa, non dubitare mai di questo. Ci sei solo tu per me, non dubitare nemmeno di questo. Io voglio te per sempre al mio fianco, devi fidarti. Io sono solo tuo.

Ho scritto queste righe perchè magari quando le leggerai, senza che ti dica niente, sorriderai, e un po' ti emozionerai, e forse ti farò capire ancora un po' di più, cosa sei per me.

Ti Amo. + della mia vita.
@ 18:42 | commenti (7) | commenti (7) (popup) | titty
05/06/2007

Organizzazione delle imprese commerciali

Il mio prossimo esame. Un delirio totale.

Premessa: il primo giorno di corso, un tizio grosso, con la testa piccola, perennemente commosso sotto le ascelle, ci comunica che il corso non prevede un libro di testo, in quanto tratta di un argomento che non è stato ancora uniformemente trattato da nessun'autore. Insomma un esame inutile. L'unico supporto, quindi, sarà rappresentato da una miriade di dispense prese da 100 libri diversi. Ok.

La frequenza al corso è obbligatoria, perchè a fine corso ci sarà una prova scritta a risposta multipla, che potrebbe evitarmi l'orale più assurdo che un'università potesse concepire. Quindi, si segue sempre.

Dopo 6 mesi di astrusità incredibili, spiegazioni senza un filo logico, milioni di slides non collegate tra loro, nell'ultimo giorno di corso, il mitico Dottore ci informa che non dobbiamo preoccuparci: il test finale non tratterà quello che lui ha detto al corso con frequenza obbligatoria, ma si baserà sulle dispense.

Cosa???

Cioè 6 mesi per stare dietro alle sue idiozie, per fare di quelle parole sensa senso un qualcosa di organico e studiabile, e poi a due settimane dal test ci informa che saranno quel cumulo di carta straccia le cose da imparare? Fantascienza.

A mente fredda dico che, se possibile, queste dispense sono ancora più incomprensibili di quello da lui detto. E mi chiedo, assolutamente disorientato, quali possibili domande possano essere concepite da questo enorme cumulo di cazzate.

Sono felice.

Pensavo che con Macroeconomia e l'aramaico quale lingua ufficiale di quel corso si fosse toccato il culmine. Invece trovo l'ennesima conferma che al peggio, non c'è limite.
@ 14:13 | commenti | commenti (popup) | esami, università
04/06/2007

Tempo

Ma quanto passa veloce?!

Cioè, non riesco a capacitarmi di avere già 21 anni. 21 cavolo.

Mi sembra ieri che c'era un "1" negli anni che avevo. Un uno precedeva un altro numero. Distintamente ricordo un 9. Magari mi sono fermato lì. 19 anni. L'età perfetta. Però magari non è così. Magari è l'età più imperfetta.

Dentro di me c'è un feroce dibattito sul cosa sia meglio: il presente, col suo carico di vita, preoccupazioni, gioie e responsabilità, oppure il passato, con quei ricordi belli, brutti, dolorosi o meravigliosi?

C'è una canzone di Max Pezzali nel suo ultimo cd. Mi ha fatto pensare tantissimo. Dice che la memoria spesso inganna. "Seleziona solamente ciò che le va. Fa sembrare sempre più bello il prima del poi. Un passato mitico che non torna mai". Eppure, accanto a questa frase da brividi, la convinzione che sia il presente la vera magia. Quello davvero da gustare, assaporare. E penso che in fondo sia davvero così. Insomma ogni età ha i suoi pro e i suoi contro. E i suoi momenti.

Io so che in gioventù non me la sono spassata, al contrario di quanto la mia mente mi porti a credere. Ho passato, anche stupidamente, tanti brutti momenti, che magari ho voluto rimuovere per convenienza. Invece questo presente, seppure con le sue difficoltà e i suoi ostacoli, mi sta riservando un periodo spettacolare. Sereno. Le condizioni ideali per crescere.

Perchè in fondo, per quanto mi possa sentire già "grande" a 21 anni, so dentro di me di essere ancora un bambino. E che l'età vera, consistente, deve ancora arrivare.

E so anche che io bambino lo sarò per sempre. E penserò fino alla fine che l'età dura, vera, consistente, dovrà arrivare poi..
@ 00:48 | commenti (4) | commenti (4) (popup) | pensieri, vita
01/06/2007

Il periodo più brutto dell'anno

Credo proprio che sia questo qui. Si, proprio questo che sto attraversando. Da quando sono iscritto all'Università (ormai 3 anni), ogni anno è una tortura.

Mio fratello che finisce la scuola e cazzeggia da mattina a sera. Il sole che spacca le pietre e i bermuda già nell'armadio pronti solo per essere sfoggiati. Il mare che mi richiama con le sue onde. I paesaggi fantastici che aspettano solo di essere visti. Gelati da assaggiare, granite da gustare, racconti da asoltare. Musica bella sempre. Insomma, estate.

Ed ogni anno la tortura si fa più terribile perchè ogni anno l'estate arriva sempre prima. Oggi, per esempio, è già fuori dalla finestra. Che mi guarda triste, perchè vorrebbe giocare con me. Ed io vorrei immergermi in lei. Con tutto il fancazzismo che esiste in estate. Perchè ci si sacrifica sempre, e tanto, e per di più con quella sensazione di incertezza che non sai se ne varrà la pena.

Ma l'importante, per superare questi momenti duri, è sapere che la sera puoi contare su un abbraccio caloroso, che ti da la forza, il giorno dopo, di ripiegare la schiena sul libro, e pensare ad un futuro nel quale la tua vacanza la puoi costruire anche dal venerdì alla domenica di qualsiasi mese dell'anno. In assoluta sereinità.

Forza, e coraggio.
@ 14:09 | commenti (3) | commenti (3) (popup) |
01/06/2007

Passo Avanti..

..e cambio di nuovo tutto. Perchè io non mi do pace. Forse sarebbe troppo facile poi.

Ho scelto una nuova immagine, secondo me già bellissima, ma migliorabile. Un tramonto, colori fantastici, e sotto noi. Perchè io "passo avanti" sempre. Nella vita sei obbligato a farlo. Però è bello sapere che quei passi che fai e che ti aiutano a crescere li puoi fare con una persona importante. Una persona "tua" nel senso pieno del termine.

E quindi i miei passi, a volte decisi, a volte incerti, li faccio sempre. Però sempre avanti. Mai guardarsi indietro. A meno che non ti vada di sfogliare un vecchio album di foto. Ecco, lì puoi lasciarti andare alla nostalgia, almeno per un po'. L'importante, poi, è chiudere quell'album nell'armadio, e continuare a fare passi. Anche rimanendo "piccoli per sempre", come piace a me. Però avanti, per forza. Non si sfugge.
@ 00:04 | commenti (1) | commenti (1) (popup) | bloglife